Gli studi randomizzati servono a valutare l’efficacia delle innovazioni di policy dall’esito incerto, prima che queste siano adottate su larga scala.

A volte però questi studi possono anche servire, in ambito accademico, per testare la fondatezza di una teoria relativa all’impatto che certi fattori hanno su un determinato fenomeno o su un processo sociale. Questo è il caso del progetto OpenTeq (Opening the black box of Teacher Quality), finanziato dal bando SIR-MIUR.

Il progetto, nato per iniziativa di alcuni ricercatori universitari, aveva il fine di verificare quanto le competenze relazionali degli insegnanti – la loro capacità di collaborare con i colleghi, di rapportarsi con i singoli studenti e con la classe, di creare una relazione positiva con i genitori – incidono sull’efficacia del loro insegnamento.

Il gruppo di ricerca ha costruito un intervento leggero di autoformazione degli insegnanti alle competenze relazionali, basato su alcune evidenze tratte dalla letteratura scientifica, sull’analisi degli scambi che avvengono tra gli insegnanti sui blog e sul confronto con testimoni privilegiati. A questo fine è stato redatto un libretto che contiene numerosi consigli su come gestire le dinamiche relazionali tipiche della scuola. Ogni unità del libretto è accompagnata da un breve video esplicativo. L’idea di fondo è che, nelle pratiche di gestione delle relazioni, contano più gli scambi di esperienze vissute e i processi imitativi tra insegnanti che i tradizionali corsi di formazione basati su lezioni teoriche.

L’intervento di autoformazione è stato oggetto di un esperimento. Nel 2016 sono state coinvolte nel progetto 198 scuole secondarie di I grado, per un totale di circa 2400 insegnanti. Per metà delle scuole, assegnate mediante sorteggio al primo turno, la formazione è iniziata subito, nell’anno scolastico 2016/17. Per l’altra metà, formata dalle scuole assegnate al gruppo di controllo, la formazione è stata posticipata all’anno scolastico 2018/19. Il confronto al termine del primo anno d’attuazione tra questi due gruppi di scuole, equivalenti nelle loro condizioni di partenza, ha permesso di identificare gli effetti dell’intervento.

Si è così visto che gli insegnanti che avevano ricevuto il libretto e attinto al bagaglio di esperienza relazionale dei loro colleghi, non solo avevano ampiamente apprezzato questa formazione leggera, ma anche che – messi a confronto con il gruppo di controllo – mostravano una maggiore autoefficacia. Fatto ancor più importante, la formazione ha prodotto effetti benefici sull’apprendimento dei loro studenti, che hanno conseguito punteggi migliori nei test INVALSI.

Sul fronte accademico l’esperimento ha dunque mostrato in che misura le competenze relazionali incidono sull’efficacia degli insegnanti e sono in grado di generare effetti rilevanti anche dopo un intervento leggero di autoformazione. Nel contempo, grazie all’esperimento, è stato costruito un intervento di policy facilmente replicabile su larga scala. Proprio in questa direzione l’IPRASE (Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa di Trento) ha riproposto l’intervento a 204 insegnanti neoassunti nell’anno 2018, testandone nuovamente l’efficacia con un altro studio randomizzato e riscontrandone ancora i benefici sull’autoefficacia dei partecipanti.

Adesso sono in via di pubblicazione gli articoli accademici che descrivono gli esiti dello studio. Soprattutto si stanno creando le condizioni affinché la formazione testata possa diventare fruibile dagli insegnanti italiani e diventare un modello per affrontare altri temi rilevanti per la scuola.

Gianluca Argentin