Nell’autunno del 2019, poco dopo l’assegnazione del premio Nobel per l’economia ad Abhijit Banerjee, Esther Duflo e Michael Kremer, per i loro meriti nell’aver applicato e diffuso l’approccio sperimentale nella lotta contro la povertà, uscì sul Sole24Ore un articolo dal titolo “Politici che si basano su fatti e numeri, la lezione dei tre Nobel all’Italia”.

Abbiamo chiesto all’autrice dell’articolo Anna Rinaldi, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Bari e componente del Comitato promotore di Studi Randomizzati, di darci velocemente il suo punto di vista su cosa sia accaduto nei mesi successivi. Ci sono segnali che la lezione sia stata appresa dalle nostre amministrazioni?

“A più di un anno dalla pubblicazione di questo articolo nulla è cambiato. Anzi. La pandemia da Sars-Cov2 crea l’alibi per provvedimenti di tipo emergenziale poco calcolati e ancor meno efficaci. Il policy maker italiano, a differenza di quello europeo e britannico, sembra ancora ignorare l’esistenza della valutazione d’impatto controfattuale, nonostante l’attribuzione del premio Nobel a Duflo, Banarjee e Kremer.

Il Decreto del 23 luglio 2019 del Ministro del lavoro e delle politiche sociali (Linee guida per la realizzazione di sistemi di valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte dagli enti del Terzo settore) neanche cita il termine controfattuale, e non è mai stato aggiornato.

Il finanziamento di interventi di rigenerazione urbana – come da Decreto Interministeriale n. 395 del 16 settembre 2020 del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo – non è condizionato ad una valutazione d’impatto delle misure socio-economiche previste, quando le policy place-based, per loro natura, bene si presterebbero ad una valutazione di tipo controfattuale.

Tutte occasioni perse.”  

In questi giorni è in fase di redazione il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Next Generation EU), più di 200 miliardi di euro di spesa pubblica. Si aggiungerà al lungo elenco delle occasioni mancate?