Alzi la mano chi, nel corso dell’ultimo anno, non ha partecipato almeno una volta ad un corso online, o ad un webinar, per motivi di lavoro, formazione o anche solo per interesse personale. Quanti hanno iniziato un corso e poi non lo hanno completato? Quanti si sono iscritti ad un corso, ma poi – per le ragioni più disparate – non lo hanno nemmeno cominciato? Sono situazioni che vi suonano familiari? Probabilmente sì. Ed è normale, perché gli alti tassi di abbandono sono universalmente riconosciuti come il tallone d’Achille dei corsi online.

Il problema dell’abbandono nei corsi online

Se i corsi online – dai Massive Open Online Courses (MOOCs) ai corsi più piccoli e ‘chiusi’ – offrono indubbi vantaggi in termini di flessibilità, abbattimento dei costi e superamento delle barriere geografiche, essi richiedono ai partecipanti maggiori capacità di autoregolamentazione e di autonomia nello studio. Sono competenze che non tutti possiedono in egual modo e questo si riflette nei maggiori rischi di insuccesso e abbandono.

E’ difficile non definire l’abbandono come uno spreco. Non solo di risorse, ma anche di opportunità formative. E’ importante quindi sviluppare soluzioni efficaci, sostenibili e replicabili per garantire il massimo successo nella partecipazione alla formazione online. Purtroppo, se la letteratura è concorde nel diagnosticare la malattia, altrettanto non si può dire per l’identificazione di una cura. La ricerca si è interrogata su quali possibili meccanismi di supporto online possano contrastare l’abbandono dei corsi, non fornendo risposte conclusive.

Nel caso degli insegnanti, la questione si fa particolarmente pressante – tanto più nell’attuale momento storico in cui essi sono chiamati ad uno sforzo di rinnovamento professionale senza precedenti. La formazione degli insegnanti, a seguito del Covid-19, è stata massicciamente trasferita dalle aule alle piattaforme online. Non che prima l’offerta di corsi online non esistesse, ma il suo incremento durante la pandemia è sotto gli occhi di tutti. La prosecuzione di tale offerta dopo l’emergenza sanitaria è data per scontata da molti. Non si tratta unicamente dei corsi di formazione ‘obbligatori’, ma di opportunità formative in senso lato, accessibili su base volontaristica, e che quindi si aggiungono ed integrano la formazione obbligatoria.

La sperimentazione TeachUP

TeachUP è un esperimento randomizzato finalizzato a testare l’efficacia di un nuovo modello di supporto personalizzato nel ridurre l’abbandono nei corsi di formazione online per insegnanti. L’esperimento è stato condotto nell’ambito di quattro nuovi corsi di formazione sulle competenze didattiche offerti nell’anno scolastico 2018/19 ad un campione di 3,777 insegnanti in servizio e futuri insegnanti delle scuole secondarie di primo grado di nove Stati membri dell’Unione Europea (Austria, Estonia, Spagna, Grecia, Ungheria, Lituania, Malta, Portogallo, Slovacchia) più la Turchia. I partecipanti all’esperimento sono stati ripartiti casualmente in due gruppi. Il gruppo di trattamento ha ricevuto il supporto descritto qui sotto; il gruppo di controllo ha ricevuto un accesso standard ai corsi.

Il modello di supporto sviluppato in TeachUP prova a ricreare in ambiente online una situazione di “classe in presenza” mediante la costruzione di un pacchetto di nove messaggi finalizzati a fornire supporto ai partecipanti ai corsi. Ad esempio, i messaggi offrono suggerimenti mirati a specifici task, proposte di supporto online per la programmazione delle attività e reminder personalizzati per la partecipazione al corso. Un aspetto importante: i messaggi sono stati inviati unicamente agli insegnanti identificati come “bisognosi di supporto” sulla base di alcune caratteristiche individuali predittive dell’abbandono (misurate via survey) e delle loro azioni/inazioni sulla piattaforma dei corsi (mappate tramite log-files).

Il modello ha funzionato, ma non dappertutto

I risultati dell’esperimento indicano che, tra gli insegnanti in servizio degli Stati UE, il supporto ha innalzato di 10 punti percentuali la probabilità di completamento dei corsi, la quale è passata dal 32% osservato nel gruppo di controllo al 42% osservato nel gruppo di trattamento. Il supporto offerto non ha, però, funzionato ovunque e per tutti. In particolare, non ha avuto alcun impatto in Turchia, né tra gli insegnanti professionisti né tra quelli in formazione. Nemmeno tra i futuri insegnanti in UE si registra un impatto, se non limitatamente a chi aveva già esperienze di formazione online precedenti a TeachUP, e quindi non sulla popolazione teoricamente più fragile.

Lezioni apprese e passi futuri

La sperimentazione dimostra che modelli di supporto basati sull’invio di messaggi personalizzati costituiscono una possibile risposta efficace ed economica al problema dell’abbandono nei corsi online. Dai risultati di TeachUP emergono tre raccomandazioni per gli enti che erogano corsi di formazione agli insegnanti: (i) sfruttare le informazioni sul profilo dei partecipanti e sulle azioni/inazioni osservate durante il corso; (ii) offrire supporto a chi si è iscritto, ma tarda ad iniziare il corso; (iii) supportare i partecipanti con scarsa familiarità con la formazione online.

Tuttavia, i dati sperimentali non consentono di spiegare perché il modello di supporto abbia funzionato per alcuni soggetti ma non per altri. Altri studi sono necessari per capire a) quali meccanismi stanno alla base di efficaci modelli di supporto personalizzato nell’apprendimento online e b) quale sia il tipo di supporto più efficace a seconda del tipo di corso e del profilo dei partecipanti.

Davide Azzolini, Sonia Marzadro, Enrico Rettore

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I risultati dello studio sono illustrati sinteticamente nel paper presentato alla 42° Conferenza annuale (2020) dell’APPAM (Association for Public Policy Analysis and Management).