Molti studi hanno recentemente stabilito che le competenze non cognitive (come la pazienza, l’autocontrollo, l’impegno, la determinazione) sono estremamente importanti non solo per il successo scolastico, ma anche per la futura carriera lavorativa (Heckman et al., 2006). Possono inoltre predire l’adozione di comportamenti più salutari quando si diventa adulti: non fumare, non fare uso di sostanze, mantenere un peso corporeo adeguato. Alcuni sostengono che avere questo tipo di competenze sia addirittura più importante che essere in possesso di buone capacità cognitive, per l’influenza che le prime hanno sulla capacità di accumulare capitale umano. Tuttavia, ancora si sa poco su come svilupparle.

Due studi randomizzati condotti in Turchia hanno iniziato a far luce su questo aspetto, concentrandosi su due competenze: la pazienza e la determinazione. La pazienza è definita come l’abilità di immaginare sé stessi nel futuro e scegliere pertanto comportamenti lungimiranti, posticipando se necessario delle gratificazioni. La determinazione invece deriva da una visione del mondo (e di sé stessi) in cui le competenze non sono innate, ma frutto di uno sforzo. La persona determinata è in grado di interpretare in maniera costruttiva lo sforzo, le battute d’arresto e i fallimenti lungo il percorso di apprendimento. Nonostante l’evidente importanza di queste competenze, ad oggi, la loro acquisizione nei bambini viene relegata all’ambito famigliare, o a generiche esortazioni ad essere pazienti e ad impegnarsi.

Gli esperimenti hanno testato l’efficacia di un intervento leggero e poco costoso per insegnare ai bambini la pazienza e la determinazione. Si tratta di brevi moduli della durata di 16 e 24 ore proposti dagli insegnanti, a loro volta formati, con il supporto di materiali predisposti ad hoc. Tra 52 scuole primarie potenzialmente interessate, sono state selezionate mediante sorteggio le scuole in cui proporre i moduli.  Tutti gli allievi hanno poi partecipato a diversi test di rilevazione delle competenze, anche nel lungo periodo.

I due esperimenti mostrano come la partecipazione delle bambine e dei bambini ai moduli abbia prodotto un notevole aumento di entrambe le competenze. Si registrano anche effetti positivi nei risultati ai test standardizzati di matematica e lettere e nel voto di condotta.

Per saperne di più è possibile consultare il portale IPSEE (Inventario dei Problemi, delle Soluzioni e dell’Evidenza sugli Effetti) dove i due esperimenti sono raccontati brevemente. Il primo articolo fa riferimento alla valutazione del programma che mira ad insegnare la determinazione; il secondo alla valutazione del programma che intende stimolare la pazienza.

Lisa Zaquini