L’immagine di copertina è tratta da https://www.pexels.com/it-it/collections/greenpeace-day-nd3gl66/
Numerose ricerche confermano che i nostri sistemi di consumo e produzione sono ormai insostenibili. Lo scorso anno l’Overshoot Day, il giorno che segna l’esaurimento delle risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di un anno solare, cadeva il 28 luglio. Per il nostro Paese l’Overshoot 2022 è arrivato il 15 maggio.
La dipendenza da combustibili fossili e lo sfruttamento intensivo del suolo aumentano le concentrazioni di gas a effetto serra determinando un cambiamento globale del clima. Non sorprende il dibattito in corso finalizzato a stimolare un cambio di abitudini e di stile di vita in favore di scelte più sostenibili.
Uno strumento di aiuto: il nudge
Una leva su cui agire viene offerta dalle scienze comportamentali. Si tratta dei cosiddetti green nudge, spinte gentili per incentivare comportamenti sostenibili. Utilissime per spingere l’adozione di comportamenti virtuosi, sono impiegate da tempo per rendere più efficaci iniziative e politiche di utilità sociale, anche in ambito ambientale.
I green nudge fanno leva su tre meccanismi distinti. Un primo riguarda l’immagine di sé e il desiderio del consumatore di sentirsi in grado di fare scelte giuste. Un secondo meccanismo è quello del confronto: l’adozione di scelte sostenibili viene sollecitata mostrando i comportamenti virtuosi altrui. Infine, il meccanismo della scelta di default: la scelta green diventa automatica e viene affidato al consumatore l’eventuale onere di modifica verso scelte meno virtuose.
Il Little book of green Nudges
Il programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha recentemente commissionato uno studio sull’efficacia del nudge in un ambito particolare, quello degli atenei universitari. I risultati sono descritti in una pubblicazione del 2020, The Little Book of Green Nudges, che raccoglie l’evidenza prodotta da 40 nudge realizzati in 45 campus universitari (due dei quali italiani).
L’obiettivo dei nudge descritti è incentivare uno stile di vita più virtuoso da parte di studenti e personale degli atenei coinvolti, producendo evidenza sulla loro efficacia. Molta dell’evidenza prodotta proviene da studi randomizzati. Ad esempio, l’Università di Bath, nel Regno Unito, ha realizzato un RCT per ridurre lo spreco di acqua utilizzata per le docce dagli studenti del campus. A partire dai dati disponibili sui consumi ha predisposto ed inviato messaggi diversi ai propri studenti per verificare quale fosse la strategia di comunicazione in grado di incidere maggiormente sui comportamenti. Gli studenti a cui è stato inviato un messaggio di confronto con studenti più virtuosi hanno drasticamente diminuito il loro utilizzo di acqua.
L’utilizzo dello stesso meccanismo in un contesto diverso
Un esempio simile, realizzato in un contesto diverso, quello del turismo, proviene dagli Stati Uniti. Un albergo appartenente a una catena nazionale ha scelto di realizzare uno studio randomizzato per testare differenti strategie comunicative per promuovere il riutilizzo degli asciugamani dei propri clienti.
In una prima fase dello studio si sono testate due strategie comunicative diverse assegnate casualmente ai clienti dell’albergo. Una prima strategia utilizza un messaggio prescrittivo standard, “aiutaci a salvare l’ambiente”, che esorta ad adottare comportamenti virtuosi. Una seconda strategia si basa su un messaggio che esplicita una norma sociale “unisciti agli altri ospiti e aiuta a salvare l’ambiente”. La seconda strategia ha prodotto rispetto alla prima un sensibile aumento della tendenza al riutilizzo dell’asciugamano (nell’ordine del 25%)
In una seconda fase si è quindi affinata la strategia di comunicazione basata su norme sociali testando quattro diverse formulazioni, in modo da indurre una maggiore immedesimazione da parte dei clienti. Una sintesi dello studio è reperibile sul portale IPSEE.
Una strategia di apprendimento a basso costo
I nudge sono interventi realizzabili a basso costo potenzialmente in grado di produrre risparmi di denaro e risorse. Affiancarli a piccole sperimentazioni faciliterebbe la conoscenza sui meccanismi di funzionamento più efficaci per la successiva implementazione su larga scala.