In questi giorni si sta profilando un rilevante investimento economico da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito per tenere aperte le scuole anche in estate, rendendole così centri di aggregazione giovanile attivi tutto l’anno. Da cosa nasce questa iniziativa?
La perdita di apprendimento dovuta alle vacanze estive
Da tempo, nel corso dell’estate, molti enti del terzo settore hanno avviato, accanto ai tradizionali campi ludici, iniziative di supporto all’apprendimento degli studenti, soprattutto nei contesti socio-economici più svantaggiati.
Nei mesi scorsi, poi, si è discusso, a più riprese, sui quotidiani nazionali della possibilità di ridisegnare il calendario scolastico, riducendo la durata delle vacanze estive e modificando le date di inizio e di fine dell’anno scolastico.
Si sono addotte diverse ragioni per questo tipo di interventi. Uno dei motivi principali riguarda le conseguenze negative sugli apprendimenti degli studenti dovute ai molti mesi di assenza di scuola. Il processo di depauperamento di conoscenze e competenze degli studenti durante la sospensione estiva del servizio scolastico è detto learning loss, che letteralmente significa “perdita di apprendimento”.
Poche evidenze su questo tema
La ricerca non è giunta, ad oggi, a conclusioni condivise su intensità e rilevanza del fenomeno, meno facile da misurare di quanto si possa pensare, così come non è giunta a chiarire quali interventi possano essere efficaci per evitare il learning loss. Esistono studi, purtroppo pochissimi, anche in Italia, un Paese che rappresenta una realtà di particolare interesse alla luce della durata lunga della pausa estiva nel calendario scolastico.
Facendo una rapida rassegna della letteratura sul tema troviamo uno studio che tenta di quantificare il fenomeno del learning loss e due sperimentazioni con gruppo di controllo condotte su campi estivi rivolti a studenti in condizione di fragilità.
In un caso si è trovato un effetto positivo sugli apprendimenti: si tratta dello studio sperimentale effettuato sull’iniziativa Arcipelago Educativo, un’iniziativa nazionale volta al contrasto delle perdite di apprendimento di bambini e adolescenti in condizione di povertà educativa. I risultati di questo studio sono stati descritti in un post pubblicato sul nostro blog e, più in dettaglio, nel rapporto pubblicato on line dal gruppo di ricerca.
Un secondo caso riguarda uno studio condotto sugli studenti di tre scuole primarie della città di Milano. Le bambine e i bambini partecipanti, di età tra gli 8 e i 10 anni, sono state invitati a frequentare un campo estivo che prevede 4 ore di attività al giorno, cinque giorni alla settimana, per quattro settimane. Questa sperimentazione mostra invece effetti nulli.
Nonostante questi primi lavori, che hanno il merito di aver aperto un filone di studi sul tema anche nel nostro Paese, sappiamo ancora poco sul fenomeno del “learning loss” in Italia e sulle sue possibili soluzioni. Soprattutto mancano esperienze che possano essere facilmente immaginate come modelli da estendere su larga scala.
Parte un nuovo studio
Una nuova occasione di apprendimento in questo campo viene dal progetto “Fare i conti non solo con la pandemia. Learning loss in matematica nella scuola primaria: fattori sottostanti e interventi di contrasto”, recentemente finanziato dal bando Progetti di Ricerca di Rilevanza Nazionale 2022. Il progetto, che prende il nome di MATES (MAtematica per Tutti in EState), ha anche un sito web attualmente in costruzione.
Si tratta di un progetto in carico ad un’ampia rete interdisciplinare di studiosi e istituzioni universitarie, che vogliono studiare il learning loss in matematica nella scuola primaria e cercare possibili vie per prevenirlo, da adottare successivamente su ampia scala.
Il gruppo di ricerca è composto da Gianluca Argentin (Università Bicocca di Milano), quale principal investigator, e da Giovanni Abbiati (Università di Brescia), Giuseppina Albano (Università di Salerno), Rosaria Lumino (Università degli Studi di Napoli Federico II) e Mariagrazia Santagati (Università Cattolica del Sacro Cuore).
Si prevede di realizzare un intervento leggero, basato su strumenti digitali e rivolto agli insegnanti, agli alunni e ai genitori. L’obiettivo è valutarne l’efficacia attraverso un disegno misto. Dal punto di vista metodologico, in modo ancora poco usuale nel contesto italiano, si integrano dunque in tutte le fasi valutative dell’iniziativa una sperimentazione controllata e un ricco insieme di strumenti di valutazione basata sulla teoria. Il progetto porterà a quantificazioni del learning loss estivo in Italia e ad un’analisi dei fattori a cui questo si associa.
L’obiettivo è giungere al disegno di interventi digitali efficaci, estendibili in futuro su larga scala, per accrescere le occasioni di apprendimento nelle lunghe estati degli studenti italiani.