La dispersione scolastica rappresenta da tempo una delle principali criticità del sistema educativo italiano. Anche se negli ultimi anni la percentuale di early school leavers si è progressivamente allineata alla media europea1, resta comunque non trascurabile la quota di giovani che lascia il percorso di istruzione senza conseguire né un diploma né una qualifica professionale.

L’idea di INNOVARE
In questo contesto si è inserito INNOVARE (INsegnare a chi NOn Vuole imparARE), un progetto sperimentale avviato2 in Toscana ormai diversi anni fa, con l’obiettivo di ridurre la dispersione nelle prime classi dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP)3.

Il progetto applica la modalità di ricerca sociale ed educativa denominata “Ricerca/Azione” e prevede che gli insegnanti siano guidati da tutor-esperti di didattica e epistemologia disciplinare nella definizione di una nuova didattica, in un processo di continuo confronto-riflessione-correzione delle pratiche educative messe in atto. L’obiettivo è superare la modalità di lezione frontale, che poco si adatta al contesto dell’Istruzione e Formazione Professionale, e sperimentare una nuova didattica, adottando percorsi disciplinari che partono dall’individuazione di un obiettivo concreto da raggiungere (come la progettazione e produzione di un prodotto o servizio, o la soluzione di un problema concreto e specifico) e si fondano su un ampio ricorso alla didattica laboratoriale.

L’esperimento randomizzato
L’iniziativa è stata oggetto di una valutazione sperimentale: 53 classi prime di corsi IeFP sono state assegnate casualmente al gruppo di trattamento (18 classi) o al gruppo di controllo (35 classi). Le 18 prime classi di IeFP che hanno composto il gruppo di trattamento appartenevano a 12 istituti professionali di Stato, situati in 5 delle 10 province toscane: Firenze, Pistoia, Lucca, Pisa, Massa Carrara. In ogni istituto sono state selezionate classi di controllo in numero pari o superiore al numero delle classi trattate.

Per la valutazione degli effetti del progetto si sono messi a confronto i risultati degli studenti appartenenti ai due gruppi su alcuni indicatori di performance come bocciature, sospensioni di giudizio, abbandoni e giorni di assenza. I dati relativi a queste variabili sono stati forniti dalle scuole. Per rilevare informazioni sulle caratteristiche individuali utilizzabili come variabili di controllo è stato invece somministrato un questionario agli studenti. Il confronto dei risultati passa per il ricorso a vari metodi statistici che mirano a stimare l’effetto dei corsi tenendo conto delle possibili differenze iniziali tra gli studenti dei due gruppi.

I risultati non sono rivoluzionari, ma vanno nella direzione desiderata. Le analisi mostrano una lieve riduzione della probabilità di bocciatura o abbandono e una diminuzione delle assenze per gli studenti coinvolti nel progetto. Parallelamente, si registra un aumento delle sospensioni di giudizio: non è tuttavia possibile stabilire se questa dinamica dipenda da una maggiore indulgenza degli insegnanti coinvolti, che preferiscono rimandare invece di far ripetere l’anno, oppure da un reale miglioramento delle performance degli studenti.

Che cosa possiamo concludere? Innovare non ha avuto esiti eclatanti sulle performance scolastiche e l’abbandono, ma ha dato un segnale positivo: una didattica diversa, costruita insieme agli insegnanti, può incidere sulla probabilità che i ragazzi scelgano di continuare gli studi. Per un target fragile come quello dei percorsi IeFP, questo è un risultato tutt’altro che trascurabile.

Silvia Duranti

1 Il termine “early school leavers” si riferisce a persone giovani che abbandonano prematuramente il percorso scolastico senza aver completato un determinato livello di istruzione, solitamente la scuola secondaria superiore (diploma di scuola media superiore o equivalente). Nel 2023, il 10,5% dei giovani italiani tra i 18 e i 24 anni ha abbandonato la scuola senza completare la formazione secondaria superiore, in calo rispetto all’11,5% del 2022. Il tasso medio di abbandono scolastico nell’Unione Europea è del 9,5%, con l’obiettivo fissato al 9% entro il 2030. Fonte: Education and Training Monitor 2024 (EU) ISBN: 978-92-68-19169-9

2 INNOVARE è un progetto promosso dal CIDI (Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti) e sostenuto da Regione Toscana.

3 Si tratta di percorsi formativi regionali alternativi alla scuola secondaria superiore, che consentono di assolvere l’obbligo di istruzione e di conseguire una qualifica o un diploma professionale orientati al lavoro.

Riferimenti bibliografici

Conti, E., Duranti, S., Mattei, A., Mealli, F., Sciclone, N. (2015), The effects of a dropout prevention program on secondary students’ outcomes, RIV – Rassegna Italiana di Valutazione, 58/2014, pp. 15-49, DOI: 10.3280/RIV2014-058003

Sciclone, N. (a cura di), Bontempi, M., Conti, E., Del Gobbo, G., Duranti, S., Fontani, G., Provenzano, S., Rampichini, C. (2014), Rapporto sulla dispersione scolastica in Toscana, collana Rapporti e ricerche, IRPET, Firenze