La capacità di parlare in pubblico ha importanti effetti nel mondo del lavoro e nella vita sociale. Tale capacità comunicativa è importante per le posizioni di elevato profilo professionale e di leadership (per organizzare, motivare, coordinare), ma anche per coloro che lavorano in team. Tuttavia, tale attività tende a generare ansia e pressioni psicologiche in diverse persone, le quali spesso cercano di evitarla quando possibile.

Esiste una differenza di genere nella propensione a parlare in pubblico?
In un recente lavoro, con Maria De Paola, Rosetta Lombardo e Valeria Pupo1, abbiamo condotto presso l’Università della Calabria un esperimento randomizzato per valutare la disponibilità dei partecipanti a parlare in pubblico. L’obiettivo dello studio era verificare l’esistenza di una differenza di genere nel condurre tale attività. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante poiché un recente filone di studi sostiene che uomini e donne conseguono differenti esiti nel mondo del lavoro anche a causa di differenti attitudini psicologiche, come l’avversione al rischio, l’avversione alla competizione, e così via

L’esperimento condotto presso l’Università della Calabria
Nell’esperimento, alle studentesse e agli studenti di quattro corsi universitari (525 persone in totale) è stata proposta un’attività di studio incentivata: risolvere autonomamente una serie di esercizi e domande e presentarli oralmente. Una performance positiva in questa attività consentiva di aggiungere un bonus di due punti al voto dell’esame. 

Le persone che hanno preso parte all’esperimento sono stati assegnati casualmente a due diversi trattamenti:

  1. Presentazione orale delle soluzioni di fronte all’aula con il docente e tutti gli studenti del corso (tipicamente un centinaio o più di studenti)
  2. Presentazione al docente durante l’orario di ricevimento

Grazie ai controlli svolti sugli esiti della randomizzazione abbiamo verificato che il trattamento assegnato agli studenti non era correlato ad alcuna caratteristica individuale, come il genere, il voto di maturità, il tipo di scuola superiore, l’avversione al rischio e altre variabili osservate.

Quali differenze di genere nell’adesione all’iniziativa?
Ogni persona, informata del gruppo di appartenenza, doveva esprimere entro due settimane la propria disponibilità a partecipare all’attività. Complessivamente, circa il 36% degli studenti ha accettato di partecipare. Lo studio ha però mostrato una grande differenza di genere nell’aderire all’iniziativa. Mentre le donne si sono mostrate più propense (43%) degli uomini (39%) a fare la presentazione di fronte al docente, esse sono state molto meno propense (25%, circa 18 punti percentuali in meno) a fare una presentazione pubblica. Per gli uomini invece la percentuale è rimasta, in entrambi i casi, pari al 38%

Anche donne con alti livelli di autostima tendono ad evitare di parlare in pubblico
Tali risultati sono stati confermati tramite un modello lineare di probabilità, in cui la propensione a fare la presentazione è stata anche messa in relazione a una serie di caratteristiche individuali e ad aspettative e valutazioni soggettive degli studenti (voto atteso all’esame, avversione al rischio, autostima). L’analisi ha mostrato che l’avversione al public speaking non è catturata da altri tratti psicologici, come l’avversione al rischio, l’autostima e la fiducia in sé. La tendenza a evitare il parlare in pubblico è comune anche tra le donne che presentano alti livelli di autostima e fiducia in sé

Le figlie di madri lavoratrici sono meno avverse a parlare in pubblico
In linea con la crescente letteratura che evidenzia l’associazione tra partecipazione femminile al mercato del lavoro e atteggiamenti di genere più egualitari tra i figli, abbiamo trovato che le donne che avevano madri lavoratrici sono state meno avverse al parlare in pubblico.

Nessuna astensione strategica
Il risultato ottenuto non sembra essere guidato da “un’astensione strategica” derivante dalla scelta da parte delle donne di non presentare in pubblico perché si aspettano di ottenere cattivi risultati. Per supportare ciò abbiamo mostrato innanzitutto che le studentesse nella presentazione pubblica non hanno ottenuto risultati peggiori dei loro colleghi maschi. Inoltre, sfruttando un cambiamento nel tipo di esame dovuto alla pandemia, in cui tutti gli studenti hanno dovuto sostenere una presentazione orale pubblica abbiamo mostrato che non emergono differenze di genere nella performance nel public speaking

Quali implicazioni di policy?
I risultati dell’analisi hanno importanti implicazioni di policy, poiché mettono in luce le differenze di genere in un tratto psicologico – l’avversione al parlare in pubblico – probabilmente cruciale per il successo personale e professionale. Poiché questo tratto, come altri tratti psicologici, potrebbe essere il risultato di fattori ambientali più che naturali, diverse politiche possono essere adottate per aiutare le donne a sentirsi più a loro agio nelle situazioni di public speaking.

Vincenzo Scoppa

Riferimenti bibliografici

De Paola M., Lombardo R., Pupo V., Scoppa V. “Do women shy away from public speaking? A field experiment”, Labour Economics, Volume 70, June 2021, 102001