L’Ufficio Valutazione Impatto (UVI) del Senato della Repubblica è un organo parlamentare tecnico, impegnato a diffondere e sviluppare la cultura della valutazione in Italia, dentro e fuori le istituzioni parlamentari. E’ presieduto dal Presidente del Senato e realizza analisi e valutazioni delle politiche pubbliche realizzate sul territorio nazionale.
L’UVI ha cominciato a pubblicare le sue ricerche nell’estate del 2017. Nel frattempo ha iniziato un rapporto di collaborazione con la Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali sulla valutazione delle politiche, dando vita, a partire dall’anno accademico 2016/2017, al primo Master di secondo livello in Analisi e Valutazione delle Politiche Pubbliche, tenuto all’interno di un organo costituzionale.
Il nuovo dossier dell’UVI
L’Ufficio Valutazione Impatto pubblica periodicamente dossier tematici dedicati alla valutazione delle politiche pubbliche. Nell’ultimo numero, il n. 12 del maggio 2023, si raccontano gli esiti delle valutazioni che hanno avuto come oggetto le campagne informative per il trattamento tempestivo dell’ictus. Il dossier, curato da Valentina Battiloro, Luca Mo Costabella e Marco Sisti, è intitolato “Esperienze di valutazione delle campagne FAST. Valutazione degli effetti delle campagne informative in sanità: alcune esperienze dalle campagne sugli ictus“.
Gli ictus hanno conseguenze spesso molto gravi, ma potrebbero essere curati. La condizione necessaria è che la vittima arrivi velocemente in una stroke unit. Sono quindi determinanti la capacità dei cittadini di riconoscere l’ictus e di chiedere l’immediato intervento di un’ambulanza per il trasporto alla struttura dedicata. Le campagne FAST forniscono ai cittadini messaggi molto stringati, che mirano a fissare nella memoria delle persone un numero minimo di informazioni utili a riconoscere un ictus e reagire in modo veloce e corretto. Queste campagne sono molto diffuse in tutto il mondo e sfruttano diverse strategie comunicative. Sono campagne efficaci? In quali contesti? Come se ne può disegnare una valutazione? Nel dossier si presentano alcuni esempi di campagne condotte in Europa, mostrando come nei vari casi ci si è attrezzati per valutarne gli effetti e quali risultati si sono ottenuti.
Il racconto di due esperimenti
Tra gli studi presentati nel dossier vi sono due esperimenti. Il primo condotto a Berlino, in Germania, tra il 2004 e il 2005. Il secondo realizzato in Italia, e più precisamente in Lombardia, tra il 2013 e il 2015.
Nell’esperimento condotto a Berlino i ricercatori hanno notato una modesta riduzione dei tempi di arrivo in ospedale nel gruppo sperimentale. Un’analisi degli esiti per genere ha mostrato però una grande differenza di comportamento tra gli uomini e le donne. Le donne avevano una probabilità molto più alta, rispetto agli uomini, di arrivare in tempi rapidi al pronto soccorso: una media di 333 minuti contro 425. Come mai? Nello studio si avanzano due diverse ipotesi. La prima è che la popolazione femminile sia
più sensibile alla comunicazione ricevuta, e quindi naturalmente più attenta e più incline a seguire i consigli. La seconda è che le donne anziane siano tendenzialmente meno propense a chiedere aiuto, più frenate dalla paura di “creare disturbo”: un indizio di ciò è il fatto che, nel gruppo di controllo, le femmine hanno tempi di arrivo in ospedale maggiori di quelli dei maschi, 449 minuti contro 381, e probabilità di arrivo in tempo utile sistematicamente inferiori. La campagna informativa è stata in grado di spingerle a superare la ritrosia. L’effetto è stato invece praticamente nullo per gli uomini.
L’esperimento realizzato in Lombardia registra effetti molto ampi sui tempi di arrivo in ospedale. Circa il 39% del gruppo sperimentale arriva in ospedale entro le tre ore contro solo il 13% del gruppo di controllo. Questo risultato però non si traduce in un aumento del numero dei pazienti trattati mediante trombolisi, ovvero la terapia in grado di ridurre i casi di mortalità e di disabilità, e neppure in un miglioramento delle condizioni cliniche dei pazienti. Rispetto a queste dimensioni il gruppo sperimentale e il gruppo di controllo mostrano risultati del tutto simili. Una sintesi di questo studio è stata già oggetto di un post pubblicato sul nostro blog.
Precedenti dossier che raccontano esperimenti
Vi sono altri dossier dell’Ufficio Impatto Valutazione che in passato hanno raccontato esperimenti condotti in Italia su altre politiche pubbliche. Ne citiamo due. Il dossier n. 5 del luglio 2017 intitolato “Supported Employment. Disabili psichici e inserimento lavorativo: due progetti sperimentali dell’ASVAPP” e il dossier n. 10 del luglio 2018 dal titolo “Asset-building. Dal risparmio (integrato) alla laurea: come sostenere l’istruzione terziaria dei ragazzi e delle ragazze a basso reddito”.
La speranza è che l’UVI continui ancora a raccontare l’evidenza prodotta da altri esperimenti e – perchè no? – inizi a promuoverne qualcuno di nuovo.