Il recente lancio dell’Agenzia spagnola per la Valutazione delle Politiche Pubbliche (AEVAL), avvenuto qualche settimana fa, segna una vera e propria svolta per la pubblica amministrazione iberica. Non si tratta semplicemente della nascita di una nuova struttura tecnica, è il segnale di una precisa scelta: usare in modo sistematico la sperimentazione controllata come metodo per verificare l’efficacia degli interventi statali, prima di estenderli su larga scala.

La legge spagnola sulla valutazione del 2022
Il percorso è iniziato quattro anni fa con l’approvazione della Ley de la Ciencia, la Tecnología y la Innovación. Quella riforma, pur concentrandosi sul finanziamento della ricerca, introduceva già all’articolo 2 il concetto di “innovazione pubblica”, promuovendo la sperimentazione, i progetti pilota e il disegno di interventi basati su evidenze scientifiche. In un nostro precedente post avevamo ripreso la notizia del varo della legge, riportando i passaggi più direttamente riconducibili alla pratica sperimentale.

Oggi, quel quadro normativo trova maggiore forza e piena concretezza grazie a due passaggi fondamentali. (1) La pubblicazione del Decreto Reale 65/2026 del 3 febbraio, che ha ufficialmente approvato lo Statuto della nuova Agenzia. (2) La nomina dei vertici dell’Agenzia, tra cui spicca la direttrice, Milagros Paniagua, figura di riferimento con una solida esperienza di lavoro nella conduzione di esperimenti randomizzati.

La struttura della nuova Agenzia
La nuova AEVAL è collegata direttamente al Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Impresa. Il Consiglio di amministrazione è presieduto dal ministro Carlos Cuerpo e mette insieme istituzioni chiave ed eccellenze accademiche. Al suo interno siedono rappresentanti del Ministero delle Finanze, del Ministero per la Trasformazione Digitale, della Banca di Spagna, dell’Autoridad Independiente de Responsabilidad Fiscal (AIReF), del Consejo Superior de Investigaciones Científicas (CSIC) e dell’Instituto Nacional de Estadìstica (INE), insieme a tre esperti indipendenti: Manuel Arellano, Miguel Almunia e Laura Hospido.

Gli esperimenti nello Statuto 
La volontà di orientare il nuovo ente verso la sperimentazione controllata emerge chiaramente nell’articolo 27 dello Statuto. L’Agenzia avrà il compito di “effettuare e promuovere valutazioni sperimentali su piccola scala, o progetti pilota di politiche pubbliche, per misurare processi, effetti comportamentali, risultati e impatti dei programmi e delle politiche pubbliche dell’amministrazione, prima di scalarli a livello nazionale“. Una scelta di campo inequivocabile.

La prossima sfida 
Con le fondamenta normative e tecniche ormai gettate, la vera sfida si sposta adesso sul piano operativo: fare in modo che la sperimentazione diventi una prassi diffusa e, soprattutto, che gli esiti degli studi non restino confinati nei cassetti della burocrazia, o tra le righe di un articolo scientifico, ma si traducano in concrete decisioni di bilancio e di programmazione.

Marco Sisti*

*Le opinioni espresse nell’articolo appartengono esclusivamente all’autore e non riflettono la posizione ufficiale dell’ente di appartenenza.



Per approfondire

Una nuova opportunità di sperimentazione nelle politiche pubbliche spagnole – Innovation Growth Lab

La riattivazione di AEVAL: architettura istituzionale e sfide della nuova agenzia statale per la valutazione delle politiche pubbliche | Osservatorio per la Valutazione delle Politiche Pubbliche

Agenzia Statale per la Valutazione delle Politiche Pubbliche – Wikipedia, l’enciclopedia libera