Come facciamo a sapere se una politica pubblica funziona davvero? Se produce gli effetti sperati su un certo fenomeno d’interesse? Se il cambiamento che si osserva è avvenuto grazie a quell’intervento e non ad altro?

Non è semplice rispondere a queste domande.

Se introduciamo un nuovo programma e, qualche tempo dopo, osserviamo un miglioramento della realtà, non possiamo automaticamente concludere che sia stato quello stesso programma a produrlo. Quel miglioramento potrebbe essere avvenuto comunque, anche in assenza del programma, per effetto di altri fattori. Per identificare l’effetto di una politica abbiamo dunque bisogno di sapere che cosa sarebbe successo se quella stessa politica non avesse avuto luogo. Insomma, abbiamo bisogno di ricostruire ciò che definiamo la “situazione controfattuale”.

Come sapere cosa sarebbe successo in assenza della politica?
Purtroppo, nella vita come nelle politiche pubbliche, avere due percorsi esattamente identici per verificare quale sia l’effetto di aver imboccato una strada invece di un’altra è impossibile. Nella realtà non possiamo osservare contemporaneamente due mondi identici, uno in cui la politica viene introdotta e uno in cui non lo è. Possiamo però progettare studi che ci permettano di costruire un confronto credibile tra queste due situazioni. È qui che entrano in gioco gli studi randomizzati.

Attraverso la randomizzazione, è possibile assegnare in modo casuale persone, imprese, organizzazioni o altre unità ad un gruppo destinato a ricevere un certo trattamento oppure assegnarle ad un gruppo di confronto destinato a non ricevere niente. Questa assegnazione casuale ai due gruppi e il loro successivo confronto permette di stimare in modo credibile l’effetto dell’intervento, riducendo il rischio che le differenze osservate dopo la sua attuazione siano dovute a caratteristiche preesistenti o ad altri fattori.

In altre parole, gli studi randomizzati ci aiutano a passare da una domanda del tipo “cosa è successo dopo la politica?” a una domanda molto più intrigante e soprattutto utile per chi deve prendere decisioni: “cosa è successo grazie a questa politica?”

Rendere le politiche più sperimentali – il lavoro dell´Innovation Growth Lab
È da questa esigenza che nasce il lavoro dell’Innovation Growth Lab (IGL). IGL è un laboratorio internazionale di politiche pubbliche che lavora per contribuire allo sviluppo di politiche più efficaci a sostegno dell’innovazione, dell’imprenditorialità e della produttività.

Il centro è nato dalla collaborazione tra Nesta, l’agenzia britannica per l’innovazione, e la Barcelona School of Economics. La missione di IGL è creare le condizioni necessarie affinché le politiche pubbliche non siano progettate e implementate soltanto sulla base di ipotesi o esperienze passate, ma possano essere testate, valutate e migliorate attraverso dati reali ed evidenza scientifica. Collaboriamo con dirigenti pubblici, ricercatori, esperti e fondazioni in diversi Paesi per affrontare alcune delle principali sfide di politica pubblica nei settori della scienza, dell’innovazione, dell’imprenditorialità e delle politiche per le imprese.

Dalla sua creazione, avvenuta nel 2014, IGL ha svolto un’azione pionieristica nel promuovere la sperimentazione come metodo per costruire politiche innovative. In questi anni IGL ha:

  • sostenuto oltre 70 esperimenti di policy in 28 Paesi;
  • collaborato con oltre 50 enti e agenzie governative in tutto il mondo per aiutarli ad adottare un approccio più sperimentale, anche attraverso la realizzazione dei loro primi esperimenti;
  • organizzato workshop, eventi e sviluppato risorse per lo sviluppo delle competenze, raggiungendo migliaia di decisori pubblici in oltre 45 Paesi;
  • contribuito alla creazione di fondi dedicati alla sperimentazione, anche attraverso attività di advocacy che hanno contribuito al lancio di specifici programmi di finanziamento nel Regno Unito e nell’Unione Europea;
  • lavorato con oltre 120 organizzazioni per costruire una comunità internazionale di decisori pubblici, professionisti e ricercatori interessati alla sperimentazione delle politiche.

Questo lavoro è reso possibile anche dalla nostra rete di Partners,  tra cui agenzie di innovazione, governi e organizzazioni che condividono questa missione, e dal Research Network, una comunità internazionale di oltre 300 ricercatori che lavorano sulla ricerca sperimentale in questi ambiti.

Dall’impegno internazionale a una nuova collaborazione in Italia
Vogliamo ora contribuire a rafforzare questa cultura della sperimentazione anche in Italia, con un alleato che da anni lavora per incentivare, sostenere e condividere progetti su questi temi. Per questo siamo particolarmente felici di annunciare la nuova collaborazione tra IGL e Studi Randomizzati.

Studi Randomizzati condivide con IGL la convinzione che una maggiore attenzione alla sperimentazione possa aiutare amministrazioni pubbliche, fondazioni e altre organizzazioni a progettare interventi più efficaci e a costruire nel tempo una base di evidenze sulle politiche che funzionano.

La collaborazione nasce da un obiettivo comune: rendere la sperimentazione più accessibile e più parte integrante del processo con cui vengono progettate e valutate le politiche pubbliche in Italia. Vogliamo contribuire a creare nuove opportunità per testare programmi e interventi, mettere in contatto ricercatori e policy-maker, e fornire alle organizzazioni gli strumenti necessari per progettare esperimenti rigorosi e utili alle decisioni.

Cosa faremo insieme
Nei prossimi mesi, la collaborazione prenderà forma attraverso diverse attività: disseminazione online, eventi pubblici, formazione e messa a punto di strumenti per policy-maker e ricercatori. L’obiettivo non è soltanto parlare di sperimentazione, ma creare le competenze, le connessioni e gli strumenti per farla accadere.

Rendere le politiche più sperimentali non significa avere sempre la risposta prima di iniziare. Significa, al contrario, essere disposti a formulare ipotesi, metterle alla prova, imparare dai risultati e cambiare direzione quando le evidenze suggeriscono che è necessario. È questo il tipo di approccio che vogliamo contribuire a rafforzare in Italia.

Se lavorate in un’amministrazione pubblica, in una fondazione, in un’organizzazione che realizza programmi o siete ricercatori interessati a collaborare su nuove sperimentazioni, ci piacerebbe coinvolgervi.

Se vuoi rimanere aggiornato sulle nostre attività o partecipare alla comunità, compila questo breve form.

A cura di
Anna Giulia Ponchia, Programme Manager, Innovation Growth Lab